Agriturismo “Il Poggio di Teo”: un angolo di paradiso immerso nella maremma

Amiche, desiderate evadere dal caos della città e trovare un posto dove potervi immergere nella natura e prendervi cura del vostro corpo?

L’Agriturismo “Il Poggio di Teo” è il posto che state cercando. Immerso nella natura maremmana, tra le Terme di Saturnia e il mare dell’Argentario, questo angolo di paradiso, unito alla calorosa ed affettuosa ospitalità dello staff , rendono questo luogo magico per un soggiorno completo di salute, relax e bellezza.

DSC06131“Il Poggio di Teo” si compone di tre strutture principali: un Casale in pietra che risale al 1863, con ampia cucina adibita a soddisfare ogni esigenza alimentare, con menù salutistici e ricette tipiche toscane. La terza costruzione è immersa tra gli alberi, secondo il modello di un antico “Casotto di caccia”, con salone accogliente e tisaneria, TV satellitare, angolo bar, camino, biblioteca e un antico porticato.

agriturismo-1Infine, un particolarissimo Centro Benessere curato nei minimi dettagli, circondato da colline di lavanda e alberi d’ulivo visibili dalle vetrate che lo caratterizzano; nulla da invidiare alle rinomate Terme di Saturnia.

DSC06114Scegliete una delle 7 stanze ampie ed accoglienti, caratterizzate da arredi e tessuti di classe, ognuna con un colore diverso. Inoltre, da tutte le stanze è possibile accedere in maniera diretta ed indipendente al bellissimo e vasto giardino circostante.

Affrettatevi a prenotare la vostra vacanza. Visitate il sito ilpoggioditeo.it per servizi e tariffe.

Bioshopper, le novità in materia da Francesco Ferrante

ferranteDesiderate essere informati sulle ultime normative riguardo l’utilizzo e la diffusione degli shopper compostabili? Grazie alla nostra collaborazione con Minimo Impatto e SacchEtico, riusciremo a chiarire tutti i vostri dubbi in materia con l’aiuto dell’esperto Francesco Ferrante.

Senatore dal 2006 al 2013, vero ambientalista, impegnato in prima linea nel promuovere la Green Economy, che ha seguito, da parlamentare e da ambientalista, in prima persona tutto l’iter della normativa sugli shopper.

Bioshopper. A oltre un anno dall’entrata in vigore della normativa, si può trarre un bilancio dei primi risultati?

Io penso che i risultati sono molto positivi e, nonostante tutte le difficoltà connesse all’entrata in vigore della norma – prima le proroghe, poi l’assenza di sanzioni nei confronti dei “furbi” – si è innescata una vera e propria “rivoluzione” da cui, fortunatamente, sarà difficile tornare indietro.

Ad esempio sono sempre più numerosi i cittadini che usano la sporta rifiutando l’”usa e getta”. Conquistando l’interesse da parte di tutta Europa, abbiamo indicato la strada per ridurre l’impatto ambientale di un oggetto (lo shopper di plastica) straordinariamente diffuso e praticamente immortale (pensate all’ormai famosa “isola di plastica” nell’Oceano Pacifico).

E’ stato poi possibile dare una concreta spinta alla green economy e all’innovazione premiando i prodotti realizzati senza l’utilizzo di materie prime derivate dai fossili.

Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante anche se forse ancora sottovalutato: quando si parla di società “low carbon” – l’orizzonte cui inevitabilmente tendono già i sistemi più avanzati – il nostro pensiero corre immediatamente alle forme di produzione dell’energia: senza efficienza energetica e senza il ricorso alle rinnovabili non ci potremo mai liberare dalla schiavitù inquinante dei fossili.

Pensiamo ai trasporti che ad oggi si basano quasi totalmente sul consumo di petrolio. Se non cambiamo anche la chimica, il modo di produrre e i prodotti stessi della nostra vita quotidiana quell’orizzonte auspicabile e necessario di una società a basso tenore di carbonio inevitabilmente si allontana.

 Perché è stato necessario un altro decreto? Cosa prevede il testo firmato da Clini e Passera? E’ l’ultima norma o dovremo aspettarci ulteriori interventi del legislatore?

L’ultimo decreto si è reso necessario per sanzionare quei produttori che spacciano per biodegradabile e compostabile (e quindi commerciabile) ciò che invece non lo era. Gia il decreto del marzo scorso si era reso necessario perché si era dimostrata insufficiente la norma del 2007 in quanto, ricorrendo agli additivi, si continuavano a immettere sul mercato prodotti provenienti dai fossili che arrecavano comunque danno all’ambiente.

Ora con quest’ultimo decreto ministeriale si specificano una volta per tutte le caratteristiche tecniche degli shopper e tutti coloro che non le rispettano saranno sanzionati. A questo punto non credo ci sia bisogno di ulteriori interventi in materia.

Attualmente quali sanzioni prevede la norma? Quali sanzioni si applicheranno ai trasgressori?

La commercializzazione dei sacchi non conformi a quanto prescritto dal decreto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino a 100.000 euro se la violazione del divieto riguarda quantità ingenti di shopper oppure un valore della merce superiore al 20 per cento del fatturato del trasgressore.

Le sanzioni saranno applicabili a partire da 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto ministeriale. Siccome si tratta di una norma che ha rilevanza europea, la Commissione ha tempo sino al 13 giugno per formulare eventuali osservazioni. Il decreto, che è già stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, entrerà automaticamente in vigore e le sanzioni saranno applicabili a partire da metà agosto.

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