Comfort e relax post parto con il cuscino per l’allattamento in pula di farro

phpThumb_generated_thumbnailCiao ragazzi!!! Scusate per l’assenza, ma finalmente è nato il mio nipotino. E proprio il piccolino e mia sorella sono i protagonisti di questo nuovo post. Questo perché al ritorno a casa dall’ospedale mia sorella è stata accolta dal favoloso cuscino per l’allattamento in pula di farro e cotone biologico, prodotto artigianalmente e disponibile nello store di Minimo Impatto.

Anche se questo prodotto è stato pensato per favorire l’allattamento al seno può essere utilizzato per diverse funzioni. Infatti permette di assumere una posizione comoda dopo il parto (sopratutto in caso di cesareo), per contenere il bambino durante la poppata o per un pisolino ed è consigliato anche in caso di gonfiore delle gambe, stanchezza della schiena e per un sonno ristoratore.

Devo dire che ci siamo trovati tutti e tre bene con questo cuscino… vi starete chiedendo chi è la terza persona? Beh lo ammetto l’ho usato anche io per via di alcuni doloretti alla schiena ed è comodissimo. Poi il piccolino adora dormire vicino alla mamma accolto dall’abbraccio del suo cuscino profumato.

2014-04-23 17.48.46La pula di farro, infatti, rilascia un piacevole odore che a mio avviso lascia una sensazione di rilassamento. Questo perché i cuscini scelti da Minimo Impatto contengono Pula di Farro Bio Triticum Dicoccum proveniente da coltivazioni biologiche selezionate dell’Italia centrale che viene, con cura, depurata, spolverata e criotrattata. L’imbottitura, inoltre, ha la caretteristica di essere termoregolatrice, ovvero mantiene una temperatura costante permettendo un’ottima traspirazione dei tessuti, quindi è antisudore. Poi il cuscino essendo privo di cerniere e chiusure metalliche o in plastica non comporta nessun pericolo per i più piccoli.

Il cuscino per l’allattamento in pula di farro si candida ad essere un regalo utile ed originale per le future mamme. Quindi amiche anziché regalare una serie di tutine e bavette tutte uguali promuovete il vivere naturale e donate questi fantastici prodotti, fatevi un giro nella sezione Ecobimbi di Minimo Impatto dando un occhio soprattutto alle tante ecopromozioni!

“Buon Cibo!”, la campagna contro lo spreco alimentare di Legambiente

Al via la campagna di Legambiente contro lo spreco alimentare anche fuori casa, che prende il nome di “Buon Cibo”.  In Italia sono ben 240mila le tonnelate di cibo che ogni anno finiscono nei rifiuti. Un grande, inutile, odioso, spreco di risorse e denaro che può essere evitato, a partire da un consapevole cambio di passo negli stili di vita degli italiani. Sicuramente le prime buone regole da osservare sono non riempire il frigo compulsivamente oltre misura, fare una spesa ragionata, non mettere a tavola più cibo di quello che consumiamo.

good_food_bagAnche fuori dalle nostre abitazioni possiamo fare molto: portare a casa gli avanzi dei propri pasti consumati al ristorante o in mensa, già consuetudine in molti paesi europei e negli Stati Uniti, è un grande deterrente contro lo spreco alimentare. L’unica controindicazione è che questa pratica crea spesso disagio. Un disagio non giustificato, il cibo che rimane sulle nostre tavole a fine pasto è ancora buono, commestibile, e come tale va trattato.

Per combattere lo spreco alimentare usa il sacchetto individuale riutilizzabile “Good-Food-Bag” per il trasporto di cibo avanzato. Si tratta di un sacchetto anti-spreco, fatto per portare a casa le porzioni non consumate al ristorante o in mensa: pane, prodotti da forno, frutta non sbucciata, merende, budini e tutti i cibi in vaschetta. Adatto al contatto con gli alimenti, prodotto in Italia, lavabile, riutilizzabile e riciclabile(nella plastica).

Per evitare la diffusione di questo triste fenomeno segui queste semplici azioni:

1) Quando possibile, nei ristoranti e nelle mense, evito porzioni eccessive rispetto al tuo appetito.

2) Usa e diffondi la cultura del sacchetto antispreco. In particolare:

a) se sei uno studente, e il comune ti ha fornito il sacchetto anti spreco, usalo tutti i giorni per portare a casa pane, yogurt, budini e frutta avanzata;

b) se sei un genitore o un insegnante, proponi alla commissione mensa oppure al dirigente scolastico l’adozione di un sacchetto antispreco, magari chiedendo di affiancare tale iniziativa con un percorso di educazione alimentare;

c) se sei un amministratore pubblico, acquista un sacchetto e distribuiscilo alle scuole del tuo comune aiutando i vari istituti ad organizzare momenti di sensibilizzazione sul tema;

d) se sei  un utilizzatore/trice di una mensa, proponi a chi gestisce il servizio di adottare il sacchetto anti spreco;

3) Se non mangi in mensa, porta la schiscetta al lavoro o a scuola, magari preparata a casa con gli avanzi della sera prima.

Vogliamo che questa pratica diventi un motivo di orgoglio anche in Italia, chi è consapevole del valore del cibo e del lavoro che comporta produrlo non lo spreca!

Per informazioni:

www.puliamoilmondo.it/campagna-antispreco

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